CORONAVIRUS: si può diffondere dagli occhi?

CORONAVIRUS – Sono bastati tre giorni dal suo ingresso in Italia, per mettere Milano in ginocchio.
La malattia si manifesta tipicamente con la triade congiuntivite-febbre-tosse.

Leggi i consigli per contrastare il CoviD-19.

Scuole, palestre e luoghi pubblici chiusi. Scaffali all’Esselunga svuotati. Strade semi-deserte. Sembra il coprifuoco. Pochi casi hanno innescato, ad effetto domino, la paura più grande dell’essere umano: potrebbe toccare a me di morire? In effetti questo virus è molto diverso dall’influenza.

I fatti: il 10-15% dei casi infettati da Coronavirus vengono ricoverati in rianimazione, mentre nel caso dell’influenza si parla dello 0.003%. 

L’epidemiologia purtroppo non ci da buone premesse. Le infezioni aumenteranno per diverse settimane se non mesi.

Ricapitolando: esordio in Cina a fine 2019, il 23 gennaio Wuhan viene messa in quarantena, il 6 febbraio il primo caso in Italia di ritorno dalla Cina. Dal 20/1 incomincia la rapida escalation di contagi: il 22/1 = 79 casi, il 24 chiudono le scuole e si registrano 224 casi, a fine febbraio 1.128 casi (29 morti), il 4/3 =3.089 casi (107 morti), il 9/3 = 9.700 casi (463 morti), il 16/3 = 24.747 casi, il 22/3 = 53.578. Un quadro aggiornato si può trovare sul sito internazionale WORLDoMETER, anche mappato per località. Se il numero di nuovi casi viene diviso per il totale dei casi e moltiplicato x100 si ottiene il tasso di contagio (es il 4 marzo: 100 x 587/3.089 = 19%, significa che ogni 5 giorni si raddoppiano i contagi). Questo è aumentato fino al 30% ed ora sta diminuendo. In Cina da fine febbraio l’indice è circa 0.4%, in discesa, il che significa: malattia debellata.

PER DOMARE LA MALATTIA IN ITALIA E’ NECESSARIO CONOSCERLA

Chiaramente il veicolo principale di contagio rimane la saliva (respiro, tosse), ma anche il contatto con le mucose (occhi, naso, bocca, ano). Inoltre se un malato durante il colpo di tosse si copre la bocca con la mano e poi tocca superfici (maniglie…) o oggetti come prodotti al supermarket, il virus può venire trasferito. E’ molto improbabile che dopo alcune ore sulle superfici il visus possa ancora contagiare, benché persista fino a 9 giorni.

Coronavirus

CORONAVIRUS SEGNI OCULARI

Ma veniamo agli occhi. E’ stato proprio un oftalmologo cinese (che poi è stato colpito a sua volta dall’infezione ed è morto) a permettere di identificare il Coronavirus in quanto la malattia esordiva spesso con una congiuntivite. Tipica è la triade congiuntivite-febbre-tosse.

E proprio gli occhi possono contribuire a diffondere il virus. La congiuntivite non è accompagnata da secrezione purulenta, ma da tosse secca, non catarrale, con o senza febbricola.

Ma la congiuntiva dei pazienti covid-19 positivi porta difficilmente il virus, a meno che non sia presente congiuntivite. In uno studio cinese il virus è stato isolato in 1 solo caso su 30. In altro studio più ampio, si rilevava congiuntivite in 9 su 1.099 casi (0.8%).

congiuntivite da Coronavirus

Cosa è saggio fare in presenza di congiuntivite?

  1. Congiuntivite come unico sintomo: la visita oculistica è indicata
  2. Congiuntivite con altri sintomi influenzali: per indicazioni telefonare all’oculista e al numero verde 800894545 della Regione Lombardia.

Quindi come possiamo modificare le nostre abitudini al meglio?

CONSIGLI PER CONTRASTARE IL CORONAVIRUS

Inutile dilungarsi sui suggerimenti del Ministero della Salute e dell’OMS.

  • Impariamo da giapponesi: salutiamoci con un inchino anzichè stringerci la mano o abbracciarci.
  • Ogni volta che andiamo in un luogo pubblico (ufficio, supermarket, ristorante…) laviamoci bene le mani e dopo chiudiamo il rubinetto e apriamo la porta con la carta con cui ci siamo asciugati.
  • Invitiamo chi entra nel nostro luogo di lavoro a detergersi le mani.
  • Rinforziamo il nostro sistema immunitario attraverso sane pratiche, eventualmente assumendo integratori come propoli e vitamina C
  • Evitare di farsi prendere da ansia e paura, che provocano immunodepressione.

Fisiologia della paura

La paura è una emozione funzionale importantissima, quando si vive realmente un pericolo. Ma in natura tutto torna alla normalità appena il pericolo è finito.
Se lo stress e la paura vengono usati fuori dal contesto fisiologico ed amplificati dal pensiero, inducono una serie di reazioni negative.

Cosa avviene? L’amigdala attiva il sistema nervoso simpatico, che istantaneamente libera adrenalina e vengono prodotti ormoni come estrogeni, testosterone e cortisolo.
Il fegato genera zuccheri (leggasi diabete) partendo dal glicogeno, per mettere a disposizione energia per l’attacco o la fuga. Aumenta la frequenza cardiaca (per far scorrere più velocemente il sangue) e il ritmo respiratorio per aumentare l’apporto di ossigeno. Anche i fattori di coagulazione del sangue aumentano, in modo da minimizzare eventuali perdite da ferite.

Ma soprattutto l’organismo reagisce depistando il sangue (vasocostrizione) dal cervello e dall’apparato gastro-intestinale (non dobbiamo digerire se stiamo rischiando la vita) agli arti. Si ha così un aumento del tono muscolare per l’azione (attacco o fuga). Ma il cervello diventa “stupido” e non riesce a ragionare lucidamente.

Inoltre il cortisolo induce immunodepressione, il che ci rende più fragili e suscettibili alle infezioni (questo effetto è ben noto: infatti il cortisone viene utilizzato proprio per impedire il rigetto d’organo dopo un trapianto).

Combattiamo la paura con l’Ossitocina

Ecco cosa succede a livello della neuroipofisi, la parte posteriore della ghiandola ipofisi, che secerne solo due ormoni: Ossitocina e ADH.
L’Ossitocina viene prodotta durante l’atto sessuale, durante il parto e l’allattamento, ecc. e viene chiamata l’ormone dell’Amore, perché indica che si sta provando piacere. L’ADH è invece l’ormone della paura, e funge da antidiuretico. Cioè attiva i i tubuli collettori dei reni, a scopo di trattenere i liquidi: questo favorisce il gonfiore e gli edemi.
La cosa interessantissima è che la neuroipofisi può secernere SOLO UNO dei due ormoni contemporaneamente. Il significato di questo è molto profondo: l’uomo può scegliere se vivere nell’Amore e nel piacere (ossitocina), oppure nella paura (ADH).
Contemporaneamente, queste due condizioni sono impossibili: da qui possiamo comprendere che il contrario dell’amore è proprio la paura!

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